C’è stato il tempo per una domanda sul tema delle intercettazioni. Anna è fermissima: sono state usate contro le regole dello Stato di diritto, per selezionare classi dirigenti in modo non democratico; è ora di finirla con il giustizialismo, in nome della privacy e della presunzione d’innocenza. Parlare d’affari con criminali inamidati (dopo aver riabilitato Craxi, barattato la candidatura di D’Alema al Quirinale con Ferrara e delegato a Berlusconi la riforma della giustizia e la soluzione del conflitto di interessi) è scelta idealistica e controcorrente? La pubblicazione delle telefonate intercettate fra Consorte e Fassino è “una delle pagine più nere della storia del diritto e del giornalismo”, sostiene Anna. Anche Veronesi è d’accordo: la politica va riformata ma è illusorio voler reprimere la corruzione con le inchieste. Gli orrori della clinica Santa Rita? “Meglio non scoprirli che avvalersi delle intercettazioni per le indagini”. Non scherzo, ha detto proprio così. (
Piero Ricca)